"Peppino: Sai cosa penso? Che questo aeroporto non è brutto, anzi…
Salvo: Ma che cosa dici?
Peppino: Visto così dall'alto… Uno sale qua sopra e potrebbe anche pensare che la natura vince sempre, che è ancora più forte dell'uomo. E invece non è così. In fondo, tutte le cose, anche le peggiori, una volta fatte, poi  trovano una logica, una giustificazione per il solo fatto di esistere… Fanno 'ste case schifose, con le finestre in alluminio, i muri di mattoni vivi… stai seguendo?
Salvo: Eh, sto seguendo…
Peppino: I balconcini… La gente  va ad abitare, mette le tendine, i gerani, la televisione… e dopo un po’, tutto fa parte del paesaggio, c'è, esiste… Nessuno  ricorda più di com'era prima. Non vuole niente a distruggere la bellezza…
Salvo: Ho capito: ma allora?
Peppino: E allora? Allora, invece della lotta politica, la coscienza di classe, tutte le manifestazioni, 'sti fissarie  Bisognerebbe ricordare alla gente che cos'è la bellezza, aiutarli a riconoscere, a difendere…
Salvo: La bellezza…
Peppino: La bellezza… E' importante la bellezza… Da quella scende giù tutto il resto".

🎥 I cento passi

 FELICITA' RAGGIUNTA, SI CAMMINA
Eugenio Montale

Felicità raggiunta, si cammina
per te sul fil di lama.
Agli occhi sei barlume che vacilla,
al piede, teso ghiaccio che s'incrina;
e dunque non ti tocchi chi più t'ama.

Se giungi sulle anime invase
di tristezza e le schiari, il tuo mattino
e' dolce e turbatore come i nidi delle cimase.
Ma nulla paga il pianto del bambino
a cui fugge il pallone tra le case.


Stava diventando felice, perché, in fondo, e' bello sapere chi siamo. E' un pensiero che ci solleva, e ci conforta anche nei momenti più bui, quando tutto intorno cambia, diventi vecchio, magari perdi le persone care, cadi in disgrazia, ti crolla la casa... Non importa, c'e' un'unica cosa che non cambierà mai: che animale sei. L'unica tua incrollabile certezza.


Che animale sei? Storia di una pennuta - Paola Mastrocola

I venti non si sa mai quando arrivano, come arrivano. Sono improvvisi e inspiegabili come i moti del cuore. Un istante prima sei calmo, sei sereno ed ecco che ti senti addosso un’agitazione, una frenesia. I venti cambiano cose che erano lì immutate da sempre: spiagge, boschi, ghiacciai. Abbiamo forse anche noi dei venti nel cuore? Qualcosa che quando arriva è più forte di tutto e non vuol sentire ragioni? E’ così penso, pensai, che si diventa pazzi? E’ così che appare di schianto una verità che non conoscevi e non volevi conoscere?
E poi quando il vento s’attenua, si placa, ti guardi intorno e vede che tutto è stato sconvolto, che tutto è mutato, irriconoscibile. L’albero pende spezzato, le pietre sono rotolate via, i vetri infranti, i vasi di fiori in cocci, la fontana zeppa di rami e foglie. Ti volgi intorno e c’è una luce mai vista, spettrale, come se il mondo ricominciasse da lì e tutta quella rovina fosse stata necessaria. I venti dell’anima portano qualcosa come questa luce, ma prima devono trascinarti giù, più giù, perché senza la fine non c’è inizio.


Tratto da "Il libraio di Selinunte" - Roberto Vecchioni

MEMORIE

Torno alle giornate
più remote del nostro amore,
una marea di muta gratitudine,
e disperati baci.
Tutta la mia infanzia
è sulle tue ginocchia
spaventata di perderti
e perdutamente felice di averti.

(Pier Paolo Pasolini - da "L'Usignolo della Chiesa cattolica")

Il vostro amico è il vostro bisogno saziato. 
E' il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza. 
E' la vostra mensa e il vostro focolare. 
Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace. 
Quando l'amico vi confida il suo pensiero,
non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo. 
E il meglio di voi sia per l'amico vostro. 
Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea,
fate che ne conosca anche la piena. 
Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte? 
Cercatelo sempre nelle ore di vita. 
Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto. 
E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell'amicizia. 
Poiché nella rugiada delle piccole cose
il cuore ritrova il suo mattino e si ristora. 

Tratto da "Il Profeta" di Kahlil Gibran

Sono quella che sono
 

Sono quella che sono
Sono fatta così
Se ho voglia di ridere
Rido come una matta
Amo colui che m'ama
Non è colpa mia
Se non è sempre quello
Per cui faccio follie
Sono quella che sono
Sono fatta così
Che volete ancora
Che volete da me
Son fatta per piacere
Non c'e niente da fare
Troppo alti i miei tacchi
Troppo arcuate le reni
Troppo sodi i miei seni
Troppo truccati gli occhi
E poi
Che ve ne importa a voi
Sono fatta così
Chi mi vuole son qui
Che cosa ve ne importa
Del mio proprio passato
Certo qualcuno ho amato
E qualcuno ha amato me
Come i giovani che s'amano
Sanno semplicemente amare
Amare amare...
Che vale interrogarmi
Sono qui per piacervi
E niente può cambiarmi

 

Jacques Prévert 

In un tempo, in un luogo lontano, un cavaliere ingenuo s'innamorò di una ragazza ingenua.Passarono le stagioni...Un giorno lei se ne andò! A lui parve d'impazzire ed il dolore era insopportabile. Decise di strapparsi il cuore. Salì sul suo cavallo e corse! Corse giù, lungo le terre dell'amicizia, giù lungo le terre della cortesia, giù fino alla terra del cinismo.Lì scavò, scavò finchè perse la cognizione di sè. Esausto, mise il suo cuore in una fredda scatola e pensò: "Nessuno potrà più farmi questo. Quì sarà al sicuro". Passarono le stagioni...Un giorno una donna saggia entrò nella sua vita. Il cavaliere pensò: "Questa donna non merita di amare un guscio vuoto". Salì sul suo cavallo e corse. Corse giù, lungo le terre dell'amicizia, giù lungo le terre della cortesia, giù fino alla terra del cinismo. Li scavò, solo, lì scavò, fradicio, lì scavò per sempre!

Stregata2005


C'è un'antica leggenda popolare
che narra come Herne il Cacciatore
custode un tempo qui
della Foresta di Windsor, le notti
di pieno inverno, a mezzanotte in punto,
s'aggira intorno ad una grande quercia
con grandi corna in testa
ramificate, e là dà fuoco all'albero,
e cattura il bestiame,
e munge latte/sangue dalle mucche
e scuote una catena
nel modo più terribile e sinistro.
D'un tale spirito avrete udito
anche voi e saprete come i vecchi,
nella superstiziosa lor follia,
abbiano tramandato come vera
questa storia di Herne il Cacciatore
fino alla nostra età.
"Le allegre comari di Windsor"
Atto 4 Scena 4
William Shakespeare

 

IL PESCATORE

L'acqua scrosciava, l'acqua si gonfiava,

e lì accanto c'era un pescatore,

guardava l'amo in tutta calma,

freddo sino al fondo del cuore.

E mentre siede e mentre ascolta,

si leva l'onda e si apre;

dall'acqua che si agita scroscia

una donna tutta stillante.



A lui un canto rivolse e le parole:

«Perché attiri con l'arte

dell'umana malizia la mia prole,

su, nella vampa della morte?

Se sapessi come il piccolo pesce

sta sul fondo, beato,

scenderesti quaggiù, così come sei,

non saresti più malato.



Il caro sole, e la luna, non trova

nel mare il suo ristoro?

Sull'alito del flutto non torna

a noi più bello il suo volto?

Il cielo profondo non ti attrae,

l'umida azzurrità trasfigurata?

Il tuo volto stesso non ti attrae

qui nell'eterna rugiada?»



L'acqua scrosciava, l'acqua si gonfiava,

bagnandogli il piede nudo;

e la nostalgia del suo cuore era tanta,

come quando la bella gli dava il saluto.

A lui rivolse le parole e il canto;

allora fu un uomo finito:

in parte lo trasse, in parte era pronto

a cadere, e non fu mai più visto.


Goethe


L'unicorno 

E’ questo l’animale favoloso,
che non esiste. Non veduto mai,
ne amaron le movenze, il collo, il passo:
fino la luce dello sguardo calmo.
Pure "non era". Ma perchè lo amarono,
divenne. Intatto. Gli lasciavan sempre
più spazio. E in quello spazio chiaro, etereo:
serbato a lui - levò, leggiero, il capo.
Neppure fu. Non lo nutrir d’avena.
Ma del suo "poter essere", soltanto.
E questo infuse in lui tale vigore,
che dalla fronte, il niveo corno spinse.
Candido venne a una fanciulla incontro.
E fu - per lei - nel suo specchio d’argento.

R. M. Rilke


L'amico delle crisalidi 

Una crisalide svelta e sottile
  quasi monile
pende sospesa dalla cimasa
  della mia casa.

Salgo talora sull’abbaino
  per contemplarla
e guardo e interrogo quell’esserino
  che non mi parla:

O prigioniero delle tue bende
  pendulo e solo,
soffri? il tuo cuore sente che attende
  l’ora del volo?

Tu ti profili dal tetto antico
  sui cieli pallidi...
No, non temere: sono l’amico
  delle crisalidi!

No, non temere l’orride stragi
  care una volta:
mi dan rimorso gli anni malvagi
  della raccolta.

Papili Arginnidi Vanesse Pieridi
  Satiri Esperidi:
contemplo triste con la mia musa
  la tomba chiusa.

Dormono in pace tutte le morte
  sotto il cristallo;
fra tutte domina la sfinge forte
  dal teschio giallo.

O prigioniero delle tue bende
  pendulo e solo
soffri? Il tuo cuore sente che attende
  l’ora del volo?

Ti riconosco. Profilo aguzzo,
  dorso crostaceo
irto, brunito, con qualche spruzzo
  madreperlaceo:

sei la crisalide d’una Vanessa:
  la Policlora
che vola a Maggio. Maggio s’appressa,
  tra poco è l’ora!

Tra poco l’ospite della mia casa
  sarà lontana;
penderà vota dalla cimasa
  la spoglia vana.

Andrai perfetta dove ti porta
  l’alba fiorita;
e sarà come tu fossi morta
  per altra vita.

L’ale! Si muoia, per che morendo,
  sogno mortale,
s’appaghi alfine questo tremendo
  sforzo dell’ale!

L’ale! Sull’ale l’uomo sopito,
  sopravvissuto,
attinga i cieli dell’Infinito,
  dell’Assoluto...

E tu che canti fisso nel sole,
  mio cuore ansante,
e tu non credi quelle parole
  che disse Dante? 

 Guido Gozzano 

L'amicizia è una religione senza Dio né Giudizio finale. E non c'è neppure il diavolo. Una religione che non è estranea all'amore. Ma un amore dove la guerra e l'odio sono proscritti, dove il silenzio è possibile. Potrebbe essere lo stato ideale dell'esistenza. Uno stato tranquillo. Un legame necessario e raro. Non sopporta impurità alcuna. L'altro, di fronte, la persona che si ama, non è solamente uno specchio che riflette, è anche l'altro se stesso sognato. L'amicizia perfetta dovrebbe essere una sorta di solitudine felice, spurgata dai sentimenti d'angoscia, di rifiuto e di isolamento. Non si tratta di una semplice storia di sdoppiamento nella quale l'immagine di sé sarebbe passata attraverso un filtro, un esame che dovrebbe ingrandire i difetti e le carenze e ridurre le qualità. Lo sguardo dell'amico dovrebbe riconsegnarci la nostra immagine considerata in modo esigente. L'amicizia allora consisterebbe in questa reciprocità senza sfasature, guidata dallo stesso principio di amore: il rispetto che ciascuno deve a se stesso se vuole che gli latri glielo ricambino, naturalmente.

L'amicizia - Tahar Ben Jelloun

E' scoppiata all'improvviso

portata dalle ali di pettirossso

la primavera, quest'anno.

Ha ridato la vita al mio albero

di ciliegio del giardino,

grinzoso, dalla dura corteccia

come le mani di vecchi minatori.

Bentornata, Primavera,

dolce Speranza

per il mio cuore malato d'amore.

Felice di averti ospite   

nel mio orto recintato:

hai il pregio di colorare

la mia vita di guardiano.

Luigi Cignoni, "Il mare in un bicchiere di plastica", aprile 2007

Un foglio bianco senza valore
era la mia vita.
Il verde mi ha fatto crescere,
il rosso mi ha dato l'ardore,
il giallo la lealtà e la fermezza,
l'azzurro la purezza,
il rosa la speranza,
il grigio la tristezza
e per finire questo acquarello
il nero mi darà la morte.
Da allora
io amo la vita,
perché amo i colori.

Wen I-tuo, Poesia cinese moderna

Pineta alta!
Quattro colombe nell'aria vanno.
Quattro colombe
volano e tornano.
Parton ferite
le loro quattro ombre.
Pineta bassa!
Quattro colombe sulla terra stanno.

F. Garcìa Lorca, "Poesie"

C'è una via
al mio paese
che di luglio
è baciata dal sole
fino a sera.
Dritta dritta
sale dolcemente
verso la collina
dove va a nascondersi
il sole.
Mi piace camminare
verso il tramonto
con la luce
in faccia.

 Luigi Cignoni, "La terza stella ad Ovest di Cassiopea", 2004

In 
un silenzio 
di mare, 
dissolve la sera 
la sua dolce 
nostalgia. 
Come un fiore 
che 
si chiude 
assaporando 
il sapore 
della rugiada, 
così 
il cuore, 
lascia 
che il mare, 
sussurri 
il tuo nome, 
sulle labbra 
di 
un bacio


Protone1